I vasi impronta che si ripresentano frequentemente nei miei lavori, esprimono la figura umana nella sua particolarità e unicità.
Sono stati creati sul tornio e successivamente modellati sempre a mano, uno ad uno, per un totale di centotrenta, senza l’ausilio di stecche, lasciando solo l’impronta della mano, segno di un importante operazione antichissima e primordiale.
L’ argilla usata è un gres formato da caolino, allumina e argilla di Castellamonte cotto a 1230°.
Le sfumature con ossido di manganese diluito in acqua sono eseguite singolarmente attraverso un lavoro lungo e preciso cercando di percorrere ed esaltare la forma del vaso per avvicinarsi alla materia naturale come la roccia, il legno e togliere l’intervento dello smalto.
I vasi disposti in circolo, vengono raggruppati in base alle caratteristiche plastiche ottenute dalla modellazione; come a ricordare tribù diverse riunite per ascoltare un oratore posto al centro come accadeva nelle assemblee dell’antica Grecia o nel Senato romano.
Posta al centro, la scultura possente incarna l’unione di intenti: una presenza silenziosa che ascolta e accoglie ogni voce e ne traduce in una decisione condivisa e con autorevolezza orienta le scelte.
L’installazione è circolare, con un ingresso stretto che, con le sue “grandi braccia”, accoglie tutti. I visitatori vengono abbracciati dalle diverse tribu’. Entreranno piano, uno alla volta, con circospezione e attenzione, camminando sulla nuda terra con l’impressione di essere all’interno di un cerchio magico dove tutto prende vita e le forze si uniscono.
Si ringraziano i dipendenti de “La Castellamonte”, in particolare Roberto Bissacco, per la tornitura dei vasi impronta e Sara Caramaschi per il testo.
Galleria Fotografica





























